cioccolatamara - il sapore di me
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venerdì, giugno 30, 2006
Ogni giorno ricevo email da gentili signori che si chiamano Tom, Philippe, Stephen, Aron… Tutti questi signori sono molto preoccupati per i miei problemi di erezione e addirittura di … dimensioni… e mi propongono molte soluzioni per queste comprensibili angosce … Ciò che questi gentili signori non hanno ancora capito, è che io non ho il pisello e che, per mia fortuna, nessun problema di erezione mi affligge… la soluzione, semmai ce ne fosse stato bisogno, l’hanno trovata altri al posto mio (forse però dovrei parlare al singolare….) anche se, permettetemi di dirlo, non senza la mia collaborazione…
Ma perché i messaggi spam sono così stupidi?? E perché io non riesco ad impostare il mio programma di protezione in modo tale, da evitare di ritrovarmi ogni giorno messaggi che vogliono propinarmi viagra, cialis (per farlo meglio e più spesso…!) e stregonerie varie per aumentare le dimensioni… Ma anche orologi, calze di cotone, rimedi per smettere di fumare e non so cos’altro.
Tutti questi fantomatici Philippe, Steve, Aron sono più fastidiosi dei “vuccumprà” in spiaggia, almeno lì, ogni tanto, ci si può lustrare gli occhi…!
giovedì, giugno 29, 2006
vuota e pigra mi affido alle immagini

domenica, giugno 25, 2006
Giornate afose sature di grovigli che non mi appartengono appesantiscono la mia esistenza e la vita scorre in lontananza come un fiume lento; presenza familiare di cui la consuetudine attutisce la percezione.
lunedì, giugno 19, 2006
Mar Ligure
Ho riconosciuto subito il mare. Il mio mare. È diverso dagli altri. È il mare che ho negli occhi da quando sono nata. E’ il mare della memoria, dei miei ricordi, della mia storia. Il mare nel quale affondano le mie radici, quello che hanno visto i miei nonni e i loro nonni. È il mare che era negli occhi di mia madre quando io ero dentro di lei. È il mare che mio padre mi raccontava. È il mare che mi ha bagnata per primo. Ed è il mare che per primo ho amato.
È diverso. Ho riconosciuto l’odore delle onde che s’infrangono sugli scogli, della ghiaia bagnata, i colori dei vetrini levigati e dei ciottoli grigi venati di bianco.
Ho riconosciuto i sapori, i rumori, le grida dei gabbiani. Le navi all’orizzonte. Le colline alle mie spalle.
Non ho più trovato i volti, le mani, le voci. Non ho più trovato i sorrisi, gli sguardi, le carezze.
Ero sola.
Sola con i miei ricordi, con la malinconia, la tristezza, con l’assenza di chi non c’è più, di chi avrebbe potuto ricordare e riconoscere insieme a me.
C’ero solo io.
giovedì, giugno 08, 2006
libri
musica
luna
crema
sandali
tempo
letto
silenzio
onde
solitudine
caldo
lino
sole
pelle
occhi
sogni
mare
noi
io
sola
martedì, giugno 06, 2006
6.6.06. Sei sei sei.
Udienza per il divorzio.
Sei, sei, zero sei. Una data.
O una sequenza di numeri. Sei, sei zero, sei.
O un‘accusa, un insulto.
O una frase. Sei, voce del verbo essere, seconda persona singolare.
La responsabile del nostro divorzio. Sei. È stato questo l’errore. Abbiamo sbagliato pronome, voce verbale.
Sono.
Io sono. Sono io? Io chi sono?
Ecco, questo sarebbe stato più giusto.
Spostare lo sguardo.
Dall’esterno portarlo all’interno. Distoglierlo dall’altro e portarlo su noi stessi. Ognuno su di sé.
Guardarsi, piacersi, amarsi, rispettarsi, soddisfarsi. Ognuno da sé, per sé. E alla fine insieme.
Alla fine invece separati, divorziati.
Diversi, insieme siamo cresciuti. Separati ci siamo evoluti. Da separati abbiamo avuto finalmente la possibilità di indirizzare lo sguardo dentro di noi. Non sempre, ma sempre più spesso.
Sollievo? Forse. Anche. Ma anche tristezza, euforia, agitazione. Quasi come il giorno del matrimonio.
Avrei voluto non essere sola oggi. Volevo vedere qualcuno, parlare, uscire a pranzo con un amico. Non è stato possibile. Ho fatto shopping. Aiuta.
La legge ci ha uniti, la legge ci ha divisi. A tenerci legati però, a fonderci insieme ci hanno pensato le nostre figlie. Attraverso loro resteremo uniti per sempre... davvero finché morte non ci separi…
sabato, giugno 03, 2006
Sei nell'anima
E lì ti lascio per sempre
Sospeso
Immobile
Fermo immagine
Un segno che non passa mai